Iron Man.

Maggio 12, 2008

Il cinema non poteva dimenticarsi di Iron Man, eroe della Marvel alquanto atipico, essendo un essere umano i cui superpoteri sono interamente dovuti a una avanzatissima armatura ipertecnologica. Sono quindi andato a vedere questa pellicola, che devo dire nel complesso è stata all’altezza delle mie aspettative.

Il protagonista, Toni Stark (interpretato da un più che valido Robert Downey Jr.), è il leader della Stark Industries, potente multinazionale fondata da suo padre Howard che eccelle nella produzione di sofisticati sistemi d’arma. Tony, oltre a essere un genio, è una persona che conduce una vita alquanto mondana, frivola e dissoluta. La prima parte del film pone l’accento su questo suo aspetto. Poi, durante un viaggio in un’imprecisata regione del medio oriente, il suo convoglio viene attaccato da un’organizzazione criminale e la sua scorta è brutalmente massacrata (grazie anche alle armi prodotte dalla sua stessa azienda). Tony Stark piomba quindi dalle stelle alle stalle, ferito al cuore, rapito e prigioniero di una banda di pericolosi criminali che lo costringono a costruire per loro un missile potentissimo, prodotto di punta della Stark Industries. Fa finta di accettare, ma in realtà progetta e costruisce un’armatura da combattimento con la quale riesce ad annichilire i suoi sequestratori e a fuggire. Lo aiuta nell’impresa Yin Sen, un fisico che tra l’altro inventa un meccanismo che gli salva la vita. Il poveraccio, nell’estremo tentativo di aiutare Tony a fuggire, verrà ucciso dai criminali mediorientali. Esperienza questa che contribuisce ad aprire gli occhi a Tony Stark e fargli prendere la decisione di cambiare stile di vita e modificare la mission della sua azienda, convertendola al civile. Comincia quindi a costruire una nuova versione della sua armatura da combattimento, ipertecnologica e avanzatissima, che continua ad aggiornare e migliorare. Tuttavia scoprirà a sue spese di avere un nemico in casa, Obadiah Stane (un inedito ma validissimo Jeff Bridges rapato a zero), vero mandante del suo rapimento e bramoso di impossessarsi delle Stark Industries. Questo losco individuo riuscirà a rubare i piani per la progettazione dell’armatura da combattimento di Stark, con il quale dovrà alla fine inevitabilmente scontrarsi. Il supereroe sarà comunque aiutato validamente dalla sua segretaria-factotum (una bellissima e convincente Gwynet Paltrow), con la quale ha una realzione molto complessa e tormentata.

Caratteristico di praticamente tutti i supereroi della Marvel è l’esistenza di un trauma (in questo caso non giovanile), in seguito al quale si sviluppa pienamente il personaggio, e Iron Man non fa certo eccezione. La nascita del supereroe è secondo me stata curata molto bene in questa pellicola. Un film nel complesso molto godibile, con ottimi effetti speciali e un cast eccellente, specie nei comprimari. Mi è in particolar modo piaciuta moltissimo un’inconsueta Gwynet Paltrow, ben calata nel ruolo della segretaria innamorata e schiva.

Peccato per qualche ingenuità nella sceneggiatura, comunque questo è un film che sicuramente vale la pena di vedere, specie per gli appassionati della Marvel.

3 Responses to “Iron Man.”


  1. Beh si, ma in realtà lo spessore psicologico di Stark non è poi così evidente dallo svolgimento del film. Nel fumetto, anche per possibilità narrativa, risulta più completo e il cambiamento da “uomo comune” a “super eroe” è più esplicito…
    ciao

  2. thebloblog Says:

    Della serie: Marvel li disegna e Hollywood li materializza.
    Che dire, l’ho visto, perplessità molte, entusiasmo zero, non è che mi aspettassi chissà cosa ma a volte mi pento di praticare il pirtupirring :-) . Unica nota positiva: una Gwyneth Paltrow mai vista così in forma, davvero bella (bona) e brava!

  3. beltain Says:

    Non mi è dispiaciuto. Forse però al cinema rende meglio, come molti film di questo tipo. Probabilmente per questo non è piaciuto molto a Thebolblog ( la butto lì…).


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