Water horse: la leggenda degli abissi.
Marzo 19, 2008

Oggi sono andato a vedere nel pomeriggio questo film, che cerac di rivitalizzare il mito del mostro di Lochness. Si tratta di una pellicola fatta con mestiere, senza nè macchia nè lode, una fiaba per famiglie che però strizza l’occhio più ai genitori che ai bambini.
La storia è ambientata in Scozia, durante la Seconda Guerra Mondiale. Il protagonista è Angus, un ragazzino molto chiuso e triste che trova su una scogliera uno strano oggetto che poi si rivela essere un uovo. Questi si schiude e viene alla luce una ancora più stana creatura, un ibrido tra una tartaruga, un coccodrillo e una foca. La bestiola ha una fame insaziabile e cresce rapidamente a dismisura, creando non pochi problemi a Angus, che vorrebbe tenerlo nascosto agli adulti. La situazione contingente non lo aiuta di certo, visto che l’ampia casa dove vive con la madre e sua sorella viene ben presto occupata da una compagnia dell’esercito, inviata a presidiare la zona per difenderla dagli attacchi dei sottomarini tedeschi. Sul posto giunge anche un reduce della marina, che viene assunto dalla madre come tuttofare. La mamma di Angus è vedova di guerra, e ben presto si trova a essere corteggiata sia dal tuttofare che dal capitano delle truppe. La rivalità tra i due accompagnerà lo spettatore per tutto il film, senza che mai si capisca chi alla fine avrà la meglio (ammesso poi che qualcuno abbia la meglio). Nel frattempo la creatura, battezzata da Angus col nome del famoso naufrago Crusoe, continua a crescere nel lago limitrofo, venendo ben presto scoperta dalla gente del posto. Qualcuno fiuta l’affare e cerca di fotografarla, per attirare nel dopo guerra i turisti. Non riuscendo nell’impresa, i simpatici autoctoni insceneranno un falso, passato poi alla storia. I militari daranno la caccia alla creatura, ma Angus cercherà in ogni modo di salvarla…
La cosa che più mi è piaciuta di questa pellicola è proprio la caratterizzazione della creatura, che lungi dall’essere dipinta come un essere soprannaturale non perderà mai le caratteristiche istintive degli animali, non esitando per un istante a difendersi con ferocia dagli attacchi degli umani. Insomma una fiaba molto poco poetica, come dicevo, e povera di slanci troppo idealistici. Alla fine rimane una pellicola concepita e realizzata con mestiere, con un buon livello di recitazione, con buoni effetti speciali, ma priva di originalità. Buona per passare due ore al cinema in famiglia.


Marzo 21, 2008 at 4:09 pm
Ma l’attore che interpreta il ragazzino chiuso e triste non è lo stesso che interpretava in Neverland il ragazzino chiuso e triste?
So già che questo film sarà proposto da più personaggi della solita combriccola, provocando il malcontento di altri. Io andrò forse a vederlo a Pasqua, perchè dopo aver lavorato tutto il giorno due ore senza pretese sgranocchiando pop corn sono per me il massimo del relax.
Sperando che mio moroso non sia uno di quelli che sbuffa!
Marzo 22, 2008 at 12:07 pm
Non saprei, Neverland è un film che non ho visto. Comunque per passare due ore in relax questa pellicola va benissimo. Buona Pasqua!
Aprile 2, 2008 at 10:12 am
Ti rispondo io meriinga. No, non è lo stesso attore di Neverland. Trattasi di Alex Etel e non di Freddie Highmore (Neverland).
Recensendo, ho visto il film e mi piace come hai inquadrato le varie sfaccettature dell’opera che, come dici tu, pur se priva di originalità mantiene la giusta dignità per essere spacciata ad uno spettatore senza troppe pretese, che desidera trascorrere due ore in relax. E’ una pellicola che non fa danni come molte, intenzionalmente, fanno.
credo che in linea di massima vada bene il principio meglio un Water Horse oggi che un Carlo Grosso e Verdone domani.
Magari, ecco, farei un’aggiunta puntando l’occhio sull’idiozia della guerra. Emblematica la scena in cui l’intero reggimento inglese inizia a sparare cannonate alla cieca su Crusoe, nome del mostro così battezzato dal bambino in memoria del celebre romanzo di Daniel Defoe. Ora, al posto del mostro poteva esserci anche una nave di greanpeace, sarebbe stata la stessa cosa.
PS: Non hai visto Neverland? Bhe! Credo sia il caso di provvedere!
Aprile 3, 2008 at 10:11 pm
Provvederò, grazie del suggerimento e del commento.