donaflor.jpg

Sto rileggendo questo bellissimo libro di Jeorge Amado, scrittore sudamericano che pubblicò questo suo capolavoro nel 1966. Una storia scritta nel tipico stile di Amado, forse alle volte un pò troppo prolisso e indulgente per i particolari, ma nel complesso si tratta di uno scritto seducente, in tutte le sue oltre 500 pagine. Narra la storia di Dona Flor, rimasta prematuramente vedova di un uomo – Vadinho – passionale ma del tutto inaffidabile, con una vita sregolata divisa tra l’alcool e il gioco d’azzardo, fondamentalmente votata all’eccesso. La prima parte del libro parla proprio del rapporto tra Dona Flor e Vadinho, del loro rapporto difficile ma appassionato. Nella seconda parte del libro entra in scena un secondo uomo, esattamente l’opposto di Vadinho. Si tratta di un tranquillo – quasi noioso – farmacista, con una vita estremamente regolare ma per nulla passionale. Un libro molto profondo, che esplora le profondità dell’animo umano, parlando di quello che è il grande problema di ogni rapporto di coppia: l’equilibro tra passione e affidabilità, rappresentati dalle due figure maschili con le quali Dona Flor dovrà dividere la propria vita. Certo non a tutti può piacere lo stile di Amado. Per me si tratta di uno scrittore magico, che mi ha fatto quasi sembrara di sentire gli odori della cucina, il ritmo della samba, la profonda sensualità di molte situazioni, insomma tutto il mondo di Bahia dove il libro è ambientato. Non per nulla lo sto rileggendo con grande piacere.

Leave a Reply