L’inesorabile declino di Tex.
Marzo 10, 2008

Una triste constatazione: Tex Willer, uno dei fumetti più longevi mai comparsi in Italia, uno dei personaggi che ha fatto la fortuna della Bonelli, è ormai in una fase di inesorabile declino. Non mi dilungo oltre in ardite quanto inutili dissertazioni su stilemi, evoluzione dei generi e altre amenità. Questo post vuole essere il mio epitaffio a un grande personaggio. I primi segni di cedimento erano già apprezzabili dopo il numero 400, ma leggere i numeri successivi al 500 ha sempre meno senso, specie per chi si è goduto i vecchi albi…


Marzo 11, 2008 at 7:07 am
io ho smesso…l’ultimo numero che ho acquistato è quello dell’ottobre scorso. Ora comprerò solamente gli speciali.
Marzo 11, 2008 at 9:34 am
Non ho mai apprezzato troppo il sig. Willer.
Però devo ammettere che andare in fumetteria e vedere scaffali e scaffali con i dorsi bianchi in bella vista e i numeri sempre più grandi… beh, ha un certo fascino. E un certo orgoglio, visto che è un fumetto italiano.
Marzo 11, 2008 at 6:04 pm
Tex è un fumetto che ha fatto storia. Ma niente dura in eterno. Più in generale forse è proprio la formula “western” a essere datata…
Marzo 11, 2008 at 9:30 pm
non so se le vendite di tex siano in ribasso. Però il western è un evergreen, un classico. ogni tanto va in crisi ma poi ritorna sempre in auge.
Non capisco se è Tex che ormai è sempre uguale o io che sono cambiato
Marzo 15, 2008 at 3:42 pm
Probabilmente entrambe le cose che hai detto sono vere, panirlipe: è cambiato sia Tex che chi lo legge…
Luglio 3, 2008 at 9:45 am
Diciamo che è già un miracolo, o un segno della grandezza del progetto originario, essere ancora un personaggio dopo sessant’anni. Non credo che nessuna delle pubblicazioni nuove sfornate recentemente da Bonelli avrà un decimo della vita e della fortuna di Tex.
Mancano le grandi storie, forse converrebbe cercare nuovi sceneggiatori, quelle epiche, su più albi. Tex oggi sembra più normale