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Una triste constatazione: Tex Willer, uno dei fumetti più longevi mai comparsi in Italia, uno dei personaggi che ha fatto la fortuna della Bonelli, è ormai in una fase di inesorabile declino. Non mi dilungo oltre in ardite quanto inutili dissertazioni su stilemi, evoluzione dei generi e altre amenità. Questo post vuole essere il mio epitaffio a un grande personaggio. I primi segni di cedimento erano già apprezzabili dopo il numero 400, ma leggere i numeri successivi al 500 ha sempre meno senso, specie per chi si è goduto i vecchi albi…

6 Responses to “L’inesorabile declino di Tex.”

  1. panirlipe Says:

    io ho smesso…l’ultimo numero che ho acquistato è quello dell’ottobre scorso. Ora comprerò solamente gli speciali.

  2. meriinga Says:

    Non ho mai apprezzato troppo il sig. Willer.
    Però devo ammettere che andare in fumetteria e vedere scaffali e scaffali con i dorsi bianchi in bella vista e i numeri sempre più grandi… beh, ha un certo fascino. E un certo orgoglio, visto che è un fumetto italiano.

  3. recensendo Says:

    Tex è un fumetto che ha fatto storia. Ma niente dura in eterno. Più in generale forse è proprio la formula “western” a essere datata…

  4. panirlipe Says:

    non so se le vendite di tex siano in ribasso. Però il western è un evergreen, un classico. ogni tanto va in crisi ma poi ritorna sempre in auge.
    Non capisco se è Tex che ormai è sempre uguale o io che sono cambiato

  5. recensendo Says:

    Probabilmente entrambe le cose che hai detto sono vere, panirlipe: è cambiato sia Tex che chi lo legge…

  6. Francoyote Says:

    Diciamo che è già un miracolo, o un segno della grandezza del progetto originario, essere ancora un personaggio dopo sessant’anni. Non credo che nessuna delle pubblicazioni nuove sfornate recentemente da Bonelli avrà un decimo della vita e della fortuna di Tex.
    Mancano le grandi storie, forse converrebbe cercare nuovi sceneggiatori, quelle epiche, su più albi. Tex oggi sembra più normale


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