Lost in translation.
Febbraio 7, 2008

Oggi voglio scrivere due righe su questo bel film che ho rivisto ieri sera. Lost in translation è in fondo la storia di due solitudini che si incontrano. Bob (interpretato da un bravissimo Bill Murray) è un attore americano che si trova a Tokio per girare uno spot pubblicitario per un whiskey. Un uomo solo, che litiga con il regista giapponese, perennemente perseguitato dalla moglie che gli telefona continuamente. Charlotte (una stupenda Scarlett Johansson) è invece al seguito del marito fotografo, lavoratore instancabile e per questo irreperibile. Entrambi trascinano le loro solitudini in una Tokyo surreale, che per certi aspetti ricorda l’inumana megalopoli di Blade Runner. Si incontrano per caso, nell’albergo in cui sono alloggiati. Cominciano a frequentarsi, tuttavia il loro rapporto rimane indefinito fino alla fine, trascinandosi lungo dialoghi dai quali traspare fino in fondo la loro solitudine, il loro senso di non appartenenza al mondo che li circonda. Questo gioco ambiguo dura tutto il film, fino alla scena finale, in cui i due si parlano prima di lasciarsi ma allo spettatore non è dato sapere quello che si dicono, visto che loro parole si perdono in un bisbiglio. Un amore mai consumato, probabilmente solo sognato da entrambi. La regia Sophia Coppola gioco magistralmente con l’ambiguità del legame tra i due. Molto bravi entrambi i protagonisti. In particolare sono rimasto molto colpito da Bill Murray, nella mia mente al suo nome associo l’immagine del protagonista di Ghostbuster, ma in questo film dà prova di essere un artista di spessore.


Febbraio 10, 2008 at 4:07 pm
Questo film non mi ha convinto fino in fondo (escluso il grande Bill Murray), ma il mio atteggiamento verso la Coppola rimane sempre sospeso, basculando tra una piena accettazione di ciò che propone e un più distaccato atteggiamento critico, ciò anche all’interno dello stesso film, non solo tra i diversi film della regista. Io le ho dedicato un post riguardo alle vergini suicide (e di riflesso Maria Antonietta). Comunque Lost in traslation è per me un film godibile, che se trovassi in sconto prenderei in dvd (fin’ora l’ho sempre visto a prezzo pieno).
Febbraio 10, 2008 at 6:13 pm
Guarda! Il film mi è piaciuto, ma non saprei dirti perchè! Lei, però, mi è piaciuta di più!
Febbraio 10, 2008 at 11:27 pm
Scarlett Johansson è stupenda! E’ l’attrice americana che mi piace di più, assieme a Nicole Kidman. Comunque è un film particolare, molto lento. Credo sia una questione di stati d’animo. Se non ci si sintonizza subito facile rimanere delusi.
Febbraio 19, 2008 at 3:03 pm
*_* Adoro qsto film!!!è vero,riesce a piacerti,e non ti spieghi bene in COSA ti ha conquistato……..abbastanza sopra le righe come film. Io l’ho visto dopo un viaggio fatto a Tokyo,e vederlo con gli occhi di chi ha vissuto quella vita metropolitana è ben diverso,vi assicuro!!!rivivere il viaggio attraverso le scene del film è stato emozionante,mi ha reso felice,nostalgico e malinconico allo stesso tempo…….e non riesco a capirne bene il motivo…………
Febbraio 19, 2008 at 5:26 pm
In effetti non è facile spiegare RAZIONALMENTE cosa mi abbia VERAMENTE attrato in questo film…forse è l’atmosfera… forse è la recitazione… forse sono certe situazioni rivissute… forse è la magia del cinema d’autore…