La notte dei morti viventi.

Febbraio 4, 2008

 

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Ieri mi sono rivisto per l’ennesima volta quello che ormai è una pietra miliare del cinema horror: si tratta del film La notte dei morti viventi, del 1968, del grandissimo George A. Romero. Questa pellicola, che di fatto fu il primo lungometraggio di Romero, venne ispirata dal libro Io sono leggenda (I am legend), di Richard Matheson, testo che in effetti ha ispirato molte produzioni cinematografiche, l’ultima delle quali è il recentissimo Io sono leggenda, interpretato da Will Smith. Tuttavia Romero rielaborò l’immagine del vampiro descritta da Matheson, trasformando questa terribile creatura in uno stupido essere affamato di carne umana. Di fatto Romero può essere considerato l’ideatore dello zombie così come il cinema moderno ci ha abituato a vederlo. In realtà lo zombi – un morto che torna a vivere – aveva già fatto al tempo la sua comparsa nelle sale cinematografiche, ma queste creature prima di Romero erano legate ai ridi Voodoo nelle isole centramericane. La notte dei morti viventi introduce invece l’idea degli zombie (anche se in effetti in questo film non viene mai pronunciato questo nome) come risultato di una misteriosa epidemia.

La notte dei morti viventi è un film che amo moltissimo: è il paradigma del B movie a badget quasi zero diventato un cult movie imperdibile. In effetti alla sua prima esperienza in lungometraggi il geniale George A. Romero non largheggiava certo in mezzi economici. Il cast era costituito da perfetti sconosciuti, la maggior parte dei quali terminò la sua carriera con questa pellicola. Il protagonista era interpretato dall’attore di colore Duane Jones, cosa alquanto strana per i tempi. In effetti troppi dimenticano che questo film NON è un semplice splatter, ma è un opera complessa che contiene molti elementi di rottura. Il pricipale è proprio che il protagonista è un uomo di colore. Un uomo di colore che, pur essendo riuscito a sopravvivere all’assalto degli zombies verrà ammazzato come un cane da dei cacciatori bianchi, che lo scambiano per un morto vivente. Implicita è quindi anche la condanna dell’uso delle armi e più in generale del militarismo. Dobbiamo infatti ricordarci che in quegli anni gli USA erano impegnati nella guerra del Vietnam.

Insomma un gran bel film, che ha creato un epoca. Di questa pellicola – girata originariamente in bianco e nero per problemi di budget – vennero poi realizzate delle versioni a colori. Secondo me fu una pessima idea. Nel 1999 lo sceneggiatore John Russo fece una nuova versione del film – con l’aggiunta di nuove scene e con una nuova colonna sonora – denominato Night of the Living Dead: 30th Anniversary Edition. Questa riedizione tuttavia secondo me stravolge comletamente il lavoro di George A. Romero, che nella sua versione originale in bianco e nero rimane inimitabile.

4 Responses to “La notte dei morti viventi.”

  1. Taglia Says:

    Hai detto giusto, questa è una pietra “militare” :) della fimografia (non solo dei B movies, ma a 360 gradi). Io lo vidi parecchio tempo fa, e adesso lo sto cercando in dvd, ma nei centri commerciali trovi duemila copie di “notte prima degli esami”, invece, ad esempio, di Woody Allen o qualcosa come “la notte dei morti viventi” non trovi traccia.

  2. asakusa Says:

    Scusa Recensendo, tutta colpa della mia sbadataggine, il commento che trovi qui, firmato Taglia, è mio. E’ che con questa cosa del doppio nick (che prima o poi tenterò di cambiare) da una parte commento in un modo, da altre in un altro. Questo commento, poi, puoi tranquillamente cancellarlo. Ciao.

  3. recensendo Says:

    Non c’è nessun problema, dal mio punto di vista. Per quel che mi riguarda puoi usare anche quattordici nick, figurati!
    Comunque è vero: certi film sono difficili da trovare.

  4. meriinga Says:

    @taglia: io ce l’hooo, io ce l’hooo, gnègnègnè!!! :-p

    Tento di proporlo a ogni serata-cinema organizzata a casa di qualcuno, ma immancabilmente c’è chi storge il naso.
    L’ultima volta mi hanno costretta a guardare “Le pagine perdute” scaricato aggratis. Ma si può essere più sadici?

    Ogni volta che mi soffermo sulla scena della morte del protagonista torno indietro un paio di volte, è semplicemente perfetta. Lui si affaccia e via un colpo senza rimpianti, dando per scontato che fosse uno zombie.
    E la bimba? In quale film si era mai vista una bambina cattiva (non per colpa sua, ma tent’è)?


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