Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino.
Gennaio 30, 2008

Questo è uno dei libri che mi hanno maggiormente colpito quando ero un’adolescente. E’ un libro tratto da una storia realmente accaduta, quella di Christiane Vera Felscherinow, una ragazzina sprofondata nell’abisso delle droghe pesanti. Il libro, scritto nel 1978, è basato sulle interviste fatte alla ragazza durante il processo che subì per spaccio di sostanze stupefacenti. Christiane soffre per la separazione dei genitori, e frequenta compagnie equivoche. Si rifugia nella droga, la compagna di classe Kessie la porterà a abbandonare il consumo dell’hashish per arrivare alle anfetamine. Le due giovani frequentano il sound, discoteca che in realtà era un centro di spaccio di sostanza stupefacenti di ogni tipo. La vita di Christiane fa un salto nell’abisso quando conosce Detlef, ragazzo sbandato con cui si mette insieme. Detlef la inizierà al mondo dell’eroina, prima fumata e poi iniettata in vena. La prima pera aprirà a Christiane le porte per l’inferno. Per avere la sua dose quotidiana Christiane si prostituirà, ruberà, perderà ogni traccia di dignità umana, precipitando lungo una spirale autodistruttiva devastante. In seguito alla morte per overdose di Babsi, sua amica quattordicenne, cercherà di suicidarsi, ma il tentativo fortunatamente fallì. Alla fine Christiane riuscirà a uscire dal tunnel della tossicodipendenza, ma dentro di sè queste tremende esperienze le lasceranno cicatrici indelebili. Un libro crudo, brutale, come lo è il mondo della droga nel mondo reale. Una lettura molto educativa, di ben altro spessore rispetto ai libri di Federico Moccia, cantore del nulla di voga presso i teenagers di oggi.
Da questo libro venne tratto uno splendido film, nel 1981, con lo stesso nome. Fantastica la colonna sonora, in particolare mi rimarrà sempre in mente il brano Heroes, di David Bowie. Il film è duro come il libro da cui è tratto, ma secondo me è una ottima pellicola, che fa riflettere e parla senza veli del devastante mondo della droga.


Gennaio 30, 2008 at 2:54 pm
Li ricordo, sia libro che film ebbero grande fortuna; oggi lo “Zoo” di Berlino è diventato un quartiere alla moda.
La differenza con Moccia sta nel fatto che questo libro ha veramente qualcosa di importante da dire.
Gennaio 30, 2008 at 3:11 pm
Sante parole, akasuka. Grazie dei tuoi commenti.:)
Febbraio 21, 2008 at 10:35 pm
IO NON SOLO RICORDO IL LIBRO ED IL FILM, CHRISTIANE VIVE NELLA MIA MENTE DA ANNI ORMAI. IO CREDO SIA UN LIBRO SIMBOLO NON SOLO DEL MONDO DELLA DROGA,MA DEL MONDO DEGLI EMARGINATI IN SENSO PIU’ GENERALE. ESPRIME PERFETTAMENTE IL SENSO DI INADEGUATEZZA, COSI’ FAMILIARE AI GIOVANI DEGLI ANNI OTTANTA, PIU’ CHE DI QUELLI DI OGGI…LEGGI SE TI VA’ IL MIO ARTICOLO SU BERLINO E I RAGAZZI DELLO ZOO….
http://WWW.BIARAVEN.WORDPRESS.COM
Febbraio 22, 2008 at 9:42 pm
Grazie del commento, non mancgerò di leggere il tuo articolo.