Vixen.
Gennaio 26, 2008

Oggi voglio scrivere due note su un film che ha fatto storia, pur essendo di per sè (con gli occhi di oggi) assolutamente dozzinale. Si tratta di Vixen, girato nel 1968 da Russ Mayer, regista che di fatto inventò il genere softcore. Anche se per gli standard attuali le scene di sesso dei film di Russ Mayer sono ridicole e castigate, al tempo in cui uscì Vixen la censura in America si scatenò. Anche le femministe lo criticarono ferocemente. Questa pellicola infatti fu la prima negli States a ricevere un X-rated (vale adire un vietato ai minorenni), successivamene assegnato più che altro ai film pornografici. Le opere di Russ Mayer erano imperniate sul trittico sesso, umorismo e violenza. In Vixen di violenza ce n’è poca, a dire il vero, mentre di umorismo e di sesso (specie per l’epoca) ce ne sono a palate. Per gli anni ‘60 questo era un film di rottura, e in questo bisogna riconoscere il genio di Russ Mayer. Questo eccentrico regista aveva la mania delle donne con il seno grosso, cosa evidente a chiunque abbia guardato le sue pellicole. La protagonista del film è Vixen (Erica Gavin), e non fa certo eccezione agli standard di Mayer, essendo la procace e ninfomane moglie di un ingenuo pilota di arerei. Questi non si accorge minimamente delle corna da cervo che gli fa la sua splendida mogliettina. In effetti questa se la fa con tutti: uomini e donne senza disdegnare l’incesto. La storia è in effetti inconsistente e recitata da cani, ma questo è dal mio punto di vista ininfluente, perchè lo scopo di Russ Mayer (secondo me) non era sicuramente quello di trasmettere messaggi particolari, ma semplicemente di rompere brutalmente con gli schemi imposti da Hollywood, divertendosi. E ci riuscì benissimo. Grande Russ Mayer.

