L’isola del dr. Moreau.
Gennaio 23, 2008

Questo libro è un classico della narrativa fantastica, anche se è stato scritto nel 1985 e pubblicato solo l’anno successivo. L’autore è Herbert George Wells, scrittore che assieme a Jules Verne viene considerato il padre di un fortunato filone letterario, risultante dalla fusione tra l’elemento fantastico e quello razionalmente scientifico.
Il protagonista, Edward Prendick, naufraga nell’oceano ma viene salvato da una nave che fa rotta per una sperduta isola. Su questo atollo vivono delle strane creature che all’inizio non riesce a classificare bene, e due uomini. Uno di questi è il Dottor Moreau, celebre e discusso medico pioniere della vivisezione. Con grande orrore, Prendick scopre che in realtà tutte le creature dell’isola sono in realtà degli animali che il Dottor Moreau sta cercando di “umanizzare”, attraverso atroci esperimenti di vivisezione. Le bestie tuttavia, lungi dall’essere realmente umanizzate, si ribellano ai loro cacerieri e li massacrano. Prendick riesce miracolosamente a salvarsi su una zattera arrivata per caso sull’isola, e viene poi tratto in salvo da una nave di passaggio. Il libro è di fatto una critica alla società moderna e alla divinizzazione della scienza.
Da questo libro ovviamente il mondo del cinema ha preso spunto per realizzare delle pellicole. La prima della serie fu Island of lost soul, del 1933, diretto da Erle C. Kenton con Bela Rugosi e Charles Laughton. Seguì nel 1977 il mediocre L’isola del dottor Moreau (The island of dr. Moreau), di Don Taylor, con uno spaesato Burt Lancaster nei panni del Dr. Moreau, una spanna sotto l’interpretazione del grande Charles Laughton di quarant’anni prima. Ultimo della serie – almeno per il momento – L’isola perduta (The island of Dr. Moreau), di John Frankenheimer, con un mediocre e sferico Marlon Brando. Secondo me il migliore di tutti è decisamente il film del 1933.

