Superman.
Dicembre 6, 2007
Superman nacque nel 1935, se si accetta come data d’inizio del mito l’anno in cui la striscia creata da Jerry Siegel e Joe Shuster venne rifiutata dai principali giornali statunitensi. Oppure si può considerare come data di nascita il 1938, se si vuole invece tenere l’anno d’uscita del numenro 1 di “Action Comics”. Nel 1978 uscì il film Superman, cult movie diretto da Richard Donner e interpretato dall’ormai leggendario Christopher Reeve. Rispetto al Superman dei fumetti la versione cinematografica introduce notevoli e profonde innovazioni. Innanzitutto viene molto “umanizzato” il rapporto tra il supereroe e Lois Lane, che nei fumetti era quasi caricaturale. Inoltre viene introdotto l’alter ego umano, Clark Kent, destinato a riavvicinare molto il pubblico adulto a questo fumetto. Tutti questi elementi vennero ripresi da John Byrne, che nel 1986 fece di fatto rinascere Superman nel mondo dei fumetti con la pubblicazione di “The Man of Steel”. Questo artista di origini britanniche era già famosissimo per avere lavorato ad altri progetti della Marvel, quali i Fantastici Quattro, L’uomo ragno, Vendicatori, X-man. Inoltre Byrne affrontò di petto un aspetto allora abbastanza discusso di Superman: la nazionalità. Nel progetto di Byrne, infatti, Superman non è più uno straniero che di fatto si trova catapultato sulla Terra (per altro assieme ad altri personaggi) in seguito alla distruzione del pianeta natale, Krypton. Superman invece arriva sulla Terra come bambino, grazie ad un veicolo che di fatto è un’incubatrice. Da un certo punto di vista, quindi, nasce sulla Terra, negli States, nel piccolo paese di Smallville. Inoltre i suoi superpoteri crescono gradualmente, e raggiungono la piena potenza solo nella maturità. Grazie a questi escamotages, di fatto Superman può considerarsi uno statunitense a tutti gli effetti, e non più un clandestino. Di fatto quindi Byrne ha ristrutturato tutto il personaggio, modificandolo radicalmente. Successivamente la penna passò ad altri autori, quali Marv Wolfman e Jerry Ordway, che ripresero gli elementi introdotti da Byrne. Tuttavia nonostante tutti i tentativi di rifondazione della leggenda, il ricordo dei fumetti degli anni Cinquanta e Sessanta ritorna in mille citazioni, affiora da tutte le pagine dei nuovi fumetti. Il vecchio boy scout invincibile e onnipotente è un mito duro a morire. Le leggende non muoiono mai…

